venerdì 22 Ottobre 2021

3 Bet quando e perchè

Published on Gennaio 3, 2012 by   ·   No Comments

In questo articolo vogliamo parlare di un’arma preziosissima in qualsiasi specialità ma da utilizzare con estremo raziocinio: la 3-bet. Una 3-bet è una puntata fatta su un raise di un altro avversario.

Tavolo di cash game 2/4$:
HJ t800 raise 10$
CO: fold
SB: fold
Hero t740 raise 28$

In questo esempio, dove volutamente abbiamo omesso le carte dei giocatori coinvolti, possiamo osservare che al raise dell’hi-jack il nostro HERO ha 3 scelte possibili: foldare-fare call-3bettare e che l’unica fra queste che gli consentirà di portare a casa il piatto senza vedere il flop è quella di 3-bettare.

Ma perché 3-bettare? E quando?

La ragione principale che sta alla base di una 3-bet è quella di estrarre valore dalla propria mano. Tuttavia, si verificheranno situazioni nelle quali più giocatori saranno coinvolti in un piatto e allora la nostra 3-bet servirà anche ad isolare per non giocarci un insidioso multi-way pot. In secondo luogo, 3-bettando prendiamo ulteriore valore dalla fold equity derivante dalla possibilità che villain foldi. Questo ci da l’opportunità di chiudere il colpo indipendentemente dalle carte che cadranno sul board, dalle nostre e da quelle del nostro avversario.

Per capire però se è il caso di 3-bettare o meno innanzitutto dobbiamo valutare quale potrebbe essere il range di raise del nostro avversario. Avversari nitty che aprano 3x da early position ci danno segnali di forza, in particolare se stiamo giocando un torneo e siamo nelle fasi iniziali. Un raise da late position, magari in una partita di cash game o in una fase avanzata di un MTT con bui alti e ante, potrebbe invece rappresentare un’azione di steal, quindi nel range di villain oltre a mani di valore dobbiamo includere tanta spazzatura. Appurato questo allora la nostra analisi deve passare a un livello successivo:

Quali sono gli scenari che si aprono alla mia 3-bet?

Il nostro avversario può:

– foldare , dunque ha raisato con una mano spazzatura o comunque che non gli consente di vedere la 3-bet.

– fare call: Al call dovremmo tagliare dal range del nostro avversario le mani spazzatura, i bluff, tanti assi e k weak. La nostra mano gioca ancora bene al flop contro il suo nuovo range? In torneo, a bui alti, tante volte procedere in 3-bet significa andare all-in per via degli stack ridotti. Anche in questo caso, qualora il mio shove venisse chiamato, come giocherei contro il range di call di villain? Se essere chiamati significa presumibilmente giocarci un colpo partendo da sotto, allora dovremmo considerare che stiamo pushando solo per fold equity e per portare a casa le chips già presenti nel piatto. Questo non necessariamente è un errore, ma viene da se che 3-bettando per fold equity le carte che abbiamo in mano assumeranno un valore molto relativo e la nostra azione sarà finalizzata unicamente è re-buildare lo stack senza andare allo showdown.

– 4-bettare/shovare: Con una 4-bet villain ci sta dicendo che ha un gioco molto forte, o che magari non crede che noi abbiamo un gioco molto forte, dunque dovremmo rivalutare ulteriormente il suo range includendo solo le mani migliori. Le nostre carte come giocano contro questo suo range? Possiamo fare call?
Sulla scorta di tutto ciò ora abbiamo imparato una lezione importante: perché la 3-bet sia alla lunga profittevole è importante che giochi bene contro i tanti range del nostro opponent.

AT di BB gioca bene contro il range di raise del nostro avversario di hi-jack, ma, a seconda della sua aggressività, può giocare malissimo contro il suo range di 4-bet. 3-bettare, per poi foldare A-10, non è sempre una scelta felice, dunque un call potrebbe essere l’opzione ideale. AK al contrario giocherà bene contro tutti i suoi range e nello spot in questione è una mano perfetta per andare in 3-bet, abbiamo fold equity e in più in caso di 4-bet siamo idealmente ancora sopra.

Abbiamo dunque visto che spesso una 3-bet è segno di una mano molto forte. Ma è sempre così? Sfruttando la diffusione di tale assunto che ha reso la 3-bet una giocata estremamente face-up, molti giocatori hanno iniziato a 3-bettare con mani più marginali come ad esempio i mai fin troppo amati connectors suited. Questa giocata è conosciuta negli ambienti col nome di 3-bet light.

3-bettare light offre notevoli vantaggi:
tanto per cominciare ci permette di mixare le nostre giocate. 3-Bettare solo con assi forti o con i mostri alla fine renderà il nostro gioco face-up e non ci farà pagare dai nostri avversari. Includendo nel nostro range di 3-bet anche mani marginali invece daremo informazioni molto depistanti. Continueremo poi a prender valore dalla fold equity e in più, cosa che non avviene con mani come AT che in caso di call o di 4-bet ci mandano nel panico, con i connectors suited saremo comodi contro tutti i range e tutte le azioni del nostro avversario.

Infatti, in caso di suo call una mano come 7h8h può essere micidiale al flop perché ben camuffata dalla 3-bet e difficilmente leggibile. Al tempo stesso non avremo difficoltà a foldare qualora il flop non dovesse venirci in aiuto.

E se villain dovesse 4-bettare?
Anche in questo caso siamo forti della nostra informazione certa. Negativa ma certa, cosa che nel poker è un vantaggio molto raro: ci troviamo sicuramente sotto al suo range, dunque possiamo foldare senza tanti patemi d’animo in attesa di uno spot migliore.

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