martedì 19 Ottobre 2021

Poker Tilt

Published on Gennaio 2, 2012 by   ·   No Comments

Abbiamo visto nell’articolo relativo al mindset come un approccio mentale corretto a questo gioco sia indispensabile, non soltanto per risultare vincenti ma semplicemente per non finire rotti. La totalità dei professionisti concorda unanimemente che fra un giocatore di grande talento e senza un giusto mindset e un giocatore mediamente skillato ma con un ottimo equilibrio mentale, alla lunga ad essere vincente sarà il secondo, in quanto i tilt in cui incapperà il primo lo porteranno a distruggere regolarmente tutto quanto di buono egli farà.

Ma cosa è il tilt?
Potremmo definirla una condizione mentale dettata dal nervosismo, dall’ansia e dalla rabbia, che ci allontana dal nostro miglior gioco. A tutti i giocatori capita di tiltare, anche ai migliori, la differenza fra un professionista è un amatore sta tutta nel sapersi gestire in questi momenti e nell’affrontare la rabbia che ci pervade.

Un giocatore inesperto, che non conosce bene le leggi della varianza e non è abituato a subire gli scoppi, dopo qualche giorno passato a subire cooler e bad beat potrebbe perdere lucidità e iniziare a gamblerare col proprio bankroll. La rabbia prende il sopravvento e ai tavoli ogni mano è una guerra contro “i ritardati che ci scoppiano”, la sfortuna e il server truccato. Insomma, chi non sa cosa sia la varianza potrebbe pensare ad un complotto unico e speciale ai propri danni ordito dal server e da dio, al fine di farci soffrire per insano sadismo.

Non crediate che i campioni, che conoscono bene come funziona la varianza, non tiltino mai però. Tantissime volte sono incappato in regular che dopo un brutto colpo cominciavano a insultare in chat. Poi andavo a vedere i loro grafici e notavo come la linea del profitto fosse in discesa da mesi e in parte mi sentivo solidale nei loro confronti.

Io non mi lascio fuori da questo: in 5 anni che gioco a poker online ammetto di aver spaccato un monitor e una tastiera, lanciato due mouse e il mio gatto (spero non me ne vogliano gli animalisti, ma ha avuto la malasorte di trovarsi sulle mie gambe mentre perdevo l’ennesimo 80/20 della sessione…che dire mi auguro che quando sarò padre mio figlio preferisca le ginocchia della mamma).

Quando però credi di averle sentite tutte e di aver toccato il fondo ecco che inizi a scavare: Il record per il tilt più disumano credo appartenga a un noto regular americano che dopo una brutta bad beat ha ben pensato di darsi una coltellata sul femore, finendo al pronto soccorso d’urgenza. Tutto ben documentato con tanto di foto vietate ai deboli di cuore sul forum di 2+2.

Eppure si trattava di un vero professionista, ma allora che differenza c’è fra il suo tilt e il tilt di un principiante?

La differenza è che il regular riesce a non tiltare in game. Il principiante molto spesso sfoga la rabbia ai tavoli, finendo col subire danni economici. Ovviamente non è un invito ad accoltellarvi una gamba quando tiltate, ma solo un modo per informarvi che le brutte sensazioni che provate o proverete le hanno sentite tutti. Sapere “che il poker è varianza” è un modo per accettarlo. Il tilt è l’apice di una giornata nera, quando scatta l’allarme rosso bisogna fermarsi. È paradossale come questa rabbia che all’inizio sembra irrefrenabile poi scemi da sola, rilassandosi qualche minuto, ascoltando della musica, godendosi un film, pensando a qualcosa di positivo. In quei momenti ci rendiamo conto come sarebbe stato sbagliato iniziare a gamblerare cash al no-limit 200 e ringraziamo il nostro auto controllo per averci fatto desistere dal commettere un grosso sbaglio.

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